Le biglie antiche hanno origini antichissime, con ritrovamenti risalenti al 3000 a.c.
Erano usate in un modo molto simile a quelle moderne, ma con materiali diversi. C’erano giochi simili: la schicchera, il lancio aereo e le bocce.
Diversi modi di giocare
Il gioco delle biglie è una tradizione antichissima, popolare in Italia soprattutto dagli anni ‘50 agli anni ‘70, che vedeva protagonisti bambini che si sfidavano in strada o nei cortili con palline di vetro (spesso con “ali” colorate esterne) oppure in terracotta, legno o ceramica.
Materiali e tipi: inizialmente si usavano sassi, noci o bottoni. Successivamente si sono diffuse le biglie di vetro colorato (spesso chiamate “americanine” se bianche opache) e quelle di terracotta, utilizzate anche per giochi di impatto.
Giochi comuni: si giocava tracciando percorsi sulla terra, usando tombini come base o creando piste sulla sabbia. L’obiettivo era spesso quello di vincere le biglie degli avversari o completare un circuito (simulando corse ciclistiche o di Formula 1).
Tecnica di lancio: si usava la “schicchera”, un colpo secco con pollice e medio per lanciare la biglia con precisione.
Origini: reperti del gioco sono stati trovati nell’antica Egitto, in Grecia e a Pompei.
L’origine del gioco delle biglie, in realtà, si perde nella notte dei tempi. Molte antiche civiltà giocavano con le biglie, come i greci, i romani e gli egizi.
Sono stati ritrovati reperti tra le ceneri di Pompei e nelle tombe degli antichi egizi.
Alle biglie giocavano anche le tribù di nativi americani.
Gli antichi romani, grandi inventori di giochi, durante la festa dei saturnali (solstizio solstizio d’inverno), prima del Natale, usavano scambiarsi sacchi di noci, con le quali giocavano a biglie.
Esistono infatti numerosi riferimenti al gioco romano delle noci. Publio Ovidio Nasone (43 a.C. – 18 d.C.), in alcuni suoi scritti, fece riferimento al gioco. L’ultimo imperatore romano Romolo Augusto giocava da bambino con le noci.
Furono rinvenuti anche una serie di bassorilievi raffiguranti bambini che si divertono al gioco delle Noci.
Uno dei giochi preferiti dei Romani consisteva nel creare una piccola piramide di noci e poi, mettendosi ad una certa distanza, cercare a turno di colpire la noce posta in cima, lanciando un’altra noce. Per renderlo ancora più difficile, di solito si aumentava la distanza di lancio.
Nel mondo antico i bambini romani non erano gli unici a praticare il gioco delle biglie, Infatti le biglie più antiche risalgono al 3000 a.C. ritrovate in una tomba che apparteneva ad un bambino nella Necropoli predinastica di Naqada: l’egittologo inglese Flinders Petrie ritrovò un set di 16 biglie (10 di calcare, 4 di porfido, 2 di breccia). Furono rinvenute biglie anche a Mohenjo-Daro in Pakistan.
Una collezione di biglie antiche si può ritrovare al British Museum, nella sala 69,teca 9. Quelle di pietra bianco-grigiastra sono romane e sono state rinvenute a Cartagine. Le biglie di vetro romane sono state trovate in Egitto. Quelle tre più piccole sono state rinvenute nel sito archeologico di Oxyrhincus sempre in Egitto.
Come funziona? Le biglie possono essere fatte di vetro o legno e possono essere usate per giocare o come decorazione.
Devi farle rotolare in una pista facendo sì che entrino in un buco.